domenica 27 aprile 2014

Trucco e parrucco

Con la destrezza che mi rappresenta, ieri sono andata da Sephora per una seduta di trucco professionale, gentilmente regalata dai miei amici al mio ultimo compleanno.
Si occupa di me una ragazza che vorrei definire semplicemente particolare. Apre le danze applicandomi un'idratante per la base e commentando, con evidente disappunto: "Che pelle secca".
Poi sta zitta. Cioè non mi dice veramente altro, sta solo zitta e continua a maneggiarmi la faccia.
Finché non arriva all'applicazione del mascara e decide che è il momento di riaprire bocca, giusto per dirmi che "le mie ciglia vanno un po' dove vogliono loro". Ecco, ho le ciglia anarchiche. Io non lo sapevo. Cioè, sapevo che c'era qualcosa di strano, ma non sapevo cosa. Adesso so che sono delle sovversive, che non collaborano e che non mi sono per niente grate dell'impegno che ogni giorno spendo per renderle più belle, lunghe e lucenti. Dopo le ciglia sovversive, è stata la volta delle sopracciglia discontinue. Eh no, le sopracciglia no. Di loro io sono sempre andata fiera (e non sono molte le cose di cui vado fiera) e quindi glielo dico, specificando che quasi non me ne occupo, che non mi hanno richiesto mai particolari cure. "Ecco, appunto" mi risponde. Molto bene.
A trucco finito, l'ho ripagata rifiutandomi di alzarmi e chiedendole con dovizia di particolari ogni singolo prodotto che aveva usato, dal correttore al fondotinta, da tutte le possibili varietà di ombretti marroni fino all'illuminante.


Cari amici, grazie mille perché è stata un'esperienza davvero interessante, istruttiva e anche un po' naive.
Ho capito che c'è un motivo se uso solo il marrone sugli occhi: mi sta bene (miracolo che lo avessi intuito). Ho capito anche che devo rispettare di più i desideri delle mie ciglia e ho capito che devo acquistare qualcosa per le sopracciglia. Sicuramente non quello che mi è stato consigliato, perché 38 euro per le mie sopracciglia (che secondo me rasentano la perfezione) è davvero troppo.

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