domenica 30 ottobre 2011

Cosa significa flessibilità

Mentre si fa un gran parlare di flessibilità e di licenziamenti facili, vorrei fare un esempio concreto di quel che significa tutto questo.

Oggi sono andata dal parrucchiere.
Mentre ero seduta sulla mia bella poltroncina con massaggio shiatsu incorporato, sentivo la ragazza che si occupava dei miei capelli lamentarsi con una collega.
Il motivo era semplice: erano le 15 e per l'ennesimo giorno non era ancora riuscita a mangiare. Per tutta la settimana, diceva, aveva pranzato non prima delle 16.

Siccome sono una curiosa cronica, ho aperto bene gli occhi e ho allungato le orecchie.
Ho visto la ragazza che si affrettava a finire tutto quello che aveva da fare e che puntualmente ritornava dal suo capo a chiedere se poteva fermarsi a mangiare. Ma ogni volta ho visto lui che continuava a risponderle "non ancora". 
Nel frattempo, sentivo lui che accoglieva le clienti, che scambiava due parole con le più fedeli e che raccontava per filo e per segno quello che aveva mangiato, sottolineando quanto per lui fosse importante prendersi una pausa e pranzare con calma, per evitare di accumulare stress e mal di stomaco.

Ecco quanto. Questa è la flessibilità.
Non è una questione difficile da capire. Significa che una ragazza di 25 anni non può andare a testa alta dal proprio capo per rivendicare una cosa così banale come pranzare ad un orario normale. Significa che deve lamentarsi a bassa voce, perché per il suo capo è troppo facile scegliere le persone di cui circondarsi, tenere quelle che non si lamentano, e mandare via quelle che creano problemi.
Significa che chi lavora perde completamente il senso dei propri diritti e lo spazio per rivendicarli. E significa che chi ha un minimo di potere si abitua ad avere due pesi e due misure per ogni cosa, dando per scontato che i dipendenti si assumano i rischi degli imprenditori, senza capire più la differenza, perché nessuno più gliela fa notare.

Tutto molto facile, insomma. Poi si possono organizzare delle tre giorni in cui discutere, scalciare, erigersi a paladini dei diritti, fare l'occhiolino ai sindacati, ripetere al governo di dimettersi, ricominciare a litigare, e così via. Però è tutto molto più facile da capire, anche se magari non altrettanto facile da risolvere, arrivati a questo punto. Magari bisognava accorgersene un po' di tempo fa.