giovedì 16 settembre 2010

X-Day

GranCiambellano: Vorrei che questo evento avesse un nome figo, che esprimesse lusso, eccellenza.
Pris: Tipo?
GranCiambellano: Tipo D-Day.
Pris: Ma sai che cos'è il D-Day?
GranCiambellano: Beh non importa, ma se non avessero inventato già il D-Day, sarebbe quello il nome.

domenica 12 settembre 2010

Questione di prospettive

A febbraio 2010 ho registrato il mio blog su Wikio e la sua posizione in classifica era 12.970.
Oggi ho scoperto che ho conquistato posizione 4.030.
Bisogna sapersi accontentare di piccoli successi.

Le regole d'oro per il colloquio perfetto

La rete è piena zeppa di guide pratiche per affrontare al meglio un colloquio. Sono tutte guide per chi cerca lavoro. Ma vogliamo dire qualcosa anche di chi si occupa di effettuare le selezioni?

1. Se hai convocato una persona, ascoltala. Se questa persona è un creativo e si presenta con un portfolio, dagli un'occhiata. Se no come fai a capire con chi stai parlando?

2. Se una persona ha le idee chiare su quello che vuole o non vuole fare, prendila sul serio. Se la assumi senza dare peso alle sue aspettative, prima o poi dovrai fare i conti con un dipendente insoddisfatto e arrabbiato.

3. Non parlare male dei clienti dell'agenzia e dei lavori che vengono svolti. Se il dipendente non pensa almeno in fase di colloquio che lavorare lì sarà un idillio, figuriamoci dopo.

4. Non parlare male dei dipendenti dell'agenzia. Soprattutto, non raccontare ad un candidato cosa non andava del suo predecessore nello stesso ruolo. Inevitabilmente immaginerà cosa potresti dire tra qualche tempo di lui.

5. Non dare per scontato che per lavorare nella tua agenzia una persona sia disposta a tutto, compreso mollare il precedente lavoro con cinque minuti di preavviso. Se lo chiedi a qualcuno, questo qualcuno un giorno lo farà a te. In quel caso, non te ne lamentare.

Temo che nelle prossime settimane avrò occasione di proseguire questa lista.

mercoledì 1 settembre 2010

Settembre è il mese dei ripensamenti

Gran rientro in ufficio. Tutti si vogliono bene, sono abbronzati e sorridenti. Mentre i miei capi cercano di capire dove sono e cosa devono fare, li osservo e provo a immaginare se loro come me vorrebbero essere da tutt'altra parte. E fin qua la risposta è facile. E poi immagino che anche loro non avevano alcuna voglia di vedere me, come del resto io di vedere loro.
Ma comunque sia, ovunque mi volto mi accorgo che il primo giorno di settembre è una data quasi più significativa del primo giorno di gennaio. Forse i ritmi da anno scolastico ci imbrigliano ancora tutti, ma tant'è.
C'è chi si mette a dieta, chi si iscrive in palestra, chi decide di cambiare lavoro, chi formatta il computer, chi comincia ad allenarsi per la corsa, chi inizia a organizzare un matrimonio.
Io avrei tutta la voglia di fare una lista, visto che è da un po' che non ne faccio una e comincio a soffrire l'astinenza, ma mi trattengo. Mi ripeto che è tutta frustrazione futura che riuscirò a risparmiarmi quando tra un mese mi accorgerò di non aver fatto nulla.
Perchè la sindrome di settembre è bastarda: se una cosa non la inizi in questi giorni, al massimo settimane, è andata. Basta, tutto rimandato all'anno prossimo, non ne vale la pena. Inutile iniziare un corso di inglese a ottobre. Troppo tardi. Inutile rientrare al lavoro e dopo un mese e mezzo decidere di cambiare l'ordine in cui si archiviano i documenti. Fatica sprecata.
Quindi, attenzione. Settembre è alle porte, manovrare con cautela.