domenica 24 gennaio 2010

La mia maestra diceva: non bisogna parlare per dare aria alla bocca.

Leggo dai giornali che oggi pomeriggio il nostro amato ministro Brunetta ci ha omaggiato con una sua nuova perla di saggezza. Pare che abbia proposto di dare ai giovani che vogliono uscire di casa, ma che non ne hanno le possibilità economiche, una cifra mensile di 500 euro, da togliere alle pensioni di anzianità.

Ministro Brunetta, abbia pazienza: è quello che accade già oggi nelle famiglie italiane. I genitori tolgono soldi alla propria pensione di anzianità e la passano ai figli, che possono così uscire di casa, senza però riuscire mai a considerarsi davvero indipendenti.

Ultima nota. Il Corriere riporta questa affermazione, sempre del ministro: «L'Italia è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà. La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro genitori».
Sia bene inteso, ministro: la colpa non è in alcun modo dei miei di genitori. Si assuma le sue responsabilità e faccia il suo lavoro, per cortesia.

giovedì 21 gennaio 2010

Giornalisti e deviazioni

Non ho capito quale sia la deviazione, tra quelle di cui si è parlato al famigerato corso.
Forse anche il giornalista del Corriere avrebbe bisogno di un corso di "educazione all'affettività".


lunedì 18 gennaio 2010

Non sono democratica

Finchè si tratta di belle parole, evidentemente me la cavo bene.
Ma poi a conti fatti non sono poi così democratica. Non credo che davvero tutti abbiano gli stessi diritti. O almeno non sempre.
Ad esempio, credo che Paragone non dovrebbe poter declamare il testo di "Un giudice" di Fabrizio De André per inaugurare il suo personale (?) attacco alla magistratura, all'interno della sua nuova (?) trasmissione. Non dovrebbe nemmeno avere le sue canzoni come sottofondo musicale.
Non so neanch'io se sia una questione di democrazia o di decenza, ma non riesco a sopportarlo.

sabato 2 gennaio 2010

Ancora in vacanza

Fortunatamente sono ancora in vacanza. Niente lavoro, niente alzatacce la mattina, niente orari assurdi la sera e niente stress. Quest'ultima è un'affermazione un po' impegnativa, ma facciamo finta sia vero.
Così ho deciso di limitare al massimo anche l'uso del computer e disintossicarmi un po'. Volevo evitare di trascorrere anche queste giornate sulla tastiera e ricordarmi di che colore fosse il tavolo della mia sala, normalmente invaso dal mio pc portatile e dalla pila di libri cui lo stesso computer portatile si deve appoggiare per restare aperto. Il che tra l'altro lo rende poco portatile, ormai.
I primi giorni sono stati un po' traumatici.
Mi sono accorta che mancare ai miei consueti appuntamenti webbici mi causava un leggero stato d'ansia. Come se stesse accadendo qualcosa di gravissimo e di urgente di cui non fossi informata. Come se il mondo stesse andando avanti senza di me. Quindi mi sono riservata brevissime incursioni: posta elettronica, home page di facebook, indice dei blog che seguo. Incredibile, nulla di particolare è accaduto in mia assenza.
Adesso ovviamente sono presa dalla seconda fase dell'ansia, quella che mi ricorda che tra meno di una settimana dovrò riprendere i miei soliti ritmi, forse addirittura un po' accelerati se il mio intuito me la dice giusta.
L'insegnamento che ne traggo è che non so fare a meno dell'ansia. Che non è la migliore considerazione con cui iniziare l'anno, ma bisogna pur saperlo.

Buon anno a tutti, se possibile sereno.